Associazione Corte Sconta
 
sito web: http://www.cortesconta.it
email: internazionale@cortesconta.it
Sede operativa:
Via Nino Bixio, 45
20129 Milano
Tel.: 02 29517962

Fax: 02 29517962

Orario: 10-13
14-18
Dal Lunedì al venerdì
Categoria: Cultura -> Tempo Libero
 
 
Descrizione: Dal 1992 gli spettacoli della Compagnia Corte Sconta nascono a Milano in uno degli ex capannoni industriali della Zona navigli e la sigla con cui Laura Balis e Cinzia Romiti hanno battezzato il loro gruppo è rubata ad un racconto di Hugo Pratt. E’ in realtà il nome di una calle veneziana nascosta, ma si adatta perfettamente a questa formazione che predilige raccontare l’intimità delle emozioni e che si è affermata come uno dei gruppi più significativi della danza contemporanea italiana.
In questi 13 anni Corte Sconta ha calcato i più importanti palcoscenici della danza nazionale ed internazionale tra cui la Biennale di venezia, Il Piccolo di Milano, Il Festival Cervantino (Messico), La biennale Danza di Bogotà, Il Festival di Edinburgo.
L'obiettivo di Corte Sconta è quello di definirsi come compagnia di danza a respiro 'europeo' con la partecipazione al programma comunitario Cultura 2000.

Lo scrittore Erri De Luca ha scritto:

Corte Sconta è un regno di ritorno: quello che resta dei voli. Un tempo erano della specie degli angeli, si fermarono a terra una notte, vollero restare. Si recisero le ali e si costrinsero bipedi. Corte Sconta è un regno di due donne che tramandano al resto del reame i gesti da eseguire sulla terra . Quando agli uomini ricrescono le ali, forbici delicate le mozzano di nuovo. Così il regno di ritorno recita la clausura del suolo.
Fanno il rumore delle onde strusciando coi piedi sopra un letto di trucioli di gomma azzurra. Anch'io, nato in Mediterraneo, ho conosciuto questo: il mare fa rumore non perché sbatte contro la costa, ma perché lo calpesta l'aria, lo strofinano i suoi millepiedi. La danza della Corte Sconta è l' eco scatenata dei cavalli del cielo che calcano il mare e fanno ribollire le acque come vino nuovo, secondo il verso impetuoso di Khavakkùk, profeta dell'Antico Testamento. "Khòmer màim rabbìm": se lo pronunci, senti un liquido morsicato dalla tarantola del vento.
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